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Ott

Riflessologia plantare, la parola all’insegnante: «Ecco cosa impareremo insieme»

Mercoledì 16 ottobre alla scuola LAFONTE parte una nuova edizione del percorso professionalizzante. La docente Elisabetta Fumagalli: «Non solo tecnica, ci occupiamo della costruzione del valore delloperatore»

Gli antropologi li riconoscono come il tratto fisico più prettamente umano. È grazie a loro se abbiamo conquistato la posizione eretta, passaggio fondamentale dell’evoluzione. Leonardo Da Vinci li ha definiti “un’opera d’arte, un capolavoro di ingegneria” e li ritroviamo nella mitologia, nella religione e nella cultura. Sono i piedi! E le loro “virtù” non finiscono qui. Quelle estremità spesso maltrattate e dimenticate sono anche una via privilegiata per ritrovare il benessere e lequilibrio psicofisico.

Se ne occupa il corso di riflessologia plantare organizzato dalla scuola LAFONTE, al via mercoledì 16 ottobre a Bergamo. È un percorso professionalizzante che tuttavia, grazie allorganizzazione in moduli e livelli, è adatto anche a chi per interesse e crescita personale desidera appropriarsi di una tecnica efficace e studiare un campo affascinante e ricchissimo di contenuti e implicazioni.

«Il presupposto sul quale si fonda la riflessologia spiega la docente Elisabetta Fumagalli - è che sul piede, nella sua visione tridimensionale, vi siano riflessi i sistemi e gli apparati dell'intero corpo umano e che la stimolazione di questi punti e zone riflesse attraverso un'apposita manualità risulti utile per ottenere o mantenere una buona omeostasi dellorganismo, a restituire perciò equilibrio dove si incontra una disarmonia».

Come avviene che il corpo “si specchi” nel piede?

«L’origine del riflesso risiede nella trasmissione nervosa delle informazioni a tutto il corpo: i messaggi viaggiano dai piedi al sistema nervoso centrale e da lì si genera una risposta che interessa tutti i sistemi corporei nelle loro peculiarità».

In cosa consiste, quindi, un trattamento di rilessologia plantare?riflessologia papiro

«Non significa solo imparare una mappa e premerne i punti. Apprendere la tecnica è fondamentale, ma non basta; appartenendo alla sfera delle discipline bionaturali, la riflessologia plantare considera la persona nella sua globalità, di conseguenza è necessario che loperatore possa sviluppare capacità che vadano oltre il classico binomio causa-effetto. Parliamo di comprensione, accoglienza, ascolto, di sentire il ricevente nella sua totalità, anche energetica ed emozionale».

Come è organizzato il corso?

«Si sviluppa in tre anni per un totale di 500 ore tra lezioni frontali settimanali e tirocini. Un modulo propedeutico di quattro lezioni introduttive permette di conoscere i principi della disciplina e la base della tecnica. Dopodiché si studiano, nel primo anno, lanatomia del piede, i punti riflessi e le mappe zonali, lanatomia degli apparati e la correlazione con i punti riflessi, secondo un approccio di stampo occidentale, mentre lanno successivo si approfondiscono gli aspetti energetici con maggiore riferimento allimpostazione orientale, fino al master che prevede anche lo studio di casi».

Un percorso ampio e articolato...

«Si lavora sulla costruzione del valore delloperatore, di una figura professionale, per questo è necessario fornire molte informazioni complementari e poi occorrono tempo e pratica per fare esperienza. La struttura del corso, però, consente un approccio graduale; si può cominciare con le quattro lezioni del modulo propedeutico e proseguire fino al livello desiderato, sempre con la certificazione del monte ore formativo compiuto. Al termine del triennio viene rilasciato l’attestato di “Operatore di Riflessologia plantare”».

Tra gli approcci bionaturali, cosa caratterizza e rende interessante l’utilizzo della riflessologia plantare?

piedi sabbia«Oltre ad essere efficace è versatile. Per ricevere un trattamento, infatti, non occorre troppo tempo e non ci si deve spogliare, può essere perciò facilmente inserito nella routine sempre più frenetica di oggi, soprattutto come pratica di prevenzione».

E poi farsi coccolare i piedi piace un po’ a tutti…

«È vero. Solitamente non si ha difficoltà a mettere a disposizione i piedi, anzi farseli toccare è quasi sempre considerato piacevole e rilassante. Il vantaggio di trattarli è duplice. Da un lato si lavora lontano dalla testae quindi è più facile per chi riceve non pensare troppo a quanto sta succedendo, dallaltro, proprio attraverso la manipolazione, si ottiene leffetto di reintegrare i piedi nel corpo, di ricordare il loro ruolo di sostegno, di contatto con la terra e di radicamento, funzioni legate alla consapevolezza corporea a cui spesso non attribuiamo il giusto valore».

La pratica può essere inserita in altri trattamenti?

«Sì, la riflessologia plantare può rappresentare un utile complemento in tutte le discipline che lavorano sul corpo, dallestetica alla massoterapia. Alla scuola LAFONTE, inoltre, il primo anno del corso rientra nel programma formativo per la figura dellOperatore in Tecniche manuali olistiche secondo gli standard definiti dalla Regione Lombardia».

CORSO PER OPERATORE IN RIFLESSOLOGIA PLANTARE

dal 16 ottobre, il mercoledì dalle 20 alle 23
Scuola LAFONTE Bergamo
>> IL PROGRAMMA
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tel. 327 2374228

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